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consiglio comunale in città

Variante PGT 2010: per chi non vuole capire

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Ci lascia veramente allibiti come alcuni consiglieri comunali presenti al Consiglio Comunale del 30 novembre, nel quale si discuteva della revoca della variante al PGT 2010, siano riusciti ancora a trovare il tempo e il modo di insultare il nostro operato. Di accusarci di accordi pre-elettorali alludendo al fatto che questi soltanto avrebbero guidato le nostre azioni.

Noi abbiamo sempre dichiarato apertamente che la variante, faticosamente approvata in consiglio comunale nell’aprile 2017, non è mai stata la nostra variante.

Era previsto che ancora troppo territorio fosse edificato e i criteri premiali per incentivare il recupero del dismesso non ci hanno mai convinti. L’abbiamo però votata. E le nostre motivazioni sono riportare agli atti attraverso gli interventi dei nostri consiglieri in consiglio comunale. Noi vogliamo ora ribadire con forza che ogni insinuazione volta a trovare altre motivazioni per il nostro agire è una assoluta falsità.
Noi abbiamo scelto di non sedere più in questo consiglio comunale e uno dei motivi è appunto quello di non voler più sottostare a certe logiche espresse anche in questi interventi dell’altra sera. Abbiamo deciso di tornare a fare politica nella Città attraverso l’associazionismo e non più nelle sedi istituzionali. Qualcuno del gruppo ha deciso diversamente e ha lasciato Officina del Territorio portando così avanti scelte personali, legittime, ma non condivise all’interno di Officina.

Chiediamo semplicemente da parte dei consiglieri comunali rispetto nei confronti del lavoro di tutti e di non usare lo scranno che hanno nell’assise più alta della nostra Città per lanciare accuse e giudizi verso persone che non hanno neppure la possibilità di replicare.

Durante lo scorso consiglio comunale è stato riesumato un dinosauro urbanistico e questo secondo noi dovrebbe essere il vero tema di discussione. Abbiamo già espresso tutta la nostra preoccupazione per questo atto e i nostri timori per i danni che esso potrebbe provocare al nostro territorio, al suo valore paesaggistico, all viabilità della nostra Città e alla nostra agricoltura.
Quando la variante è giunta in consiglio comunale ci siamo sentiti in dovere di compiere un atto responsabile nei confronti della Città.

Quando si è reso evidente che la maggioranza non avrebbe avuto i numeri per sostenerla abbiamo deciso di votarla perché eravamo fermamente convinti che, pur non riflettendo la nostra visione di Città, sarebbe comunque stata un passo avanti. Si sarebbero fermate le mire dei alcuni immobiliaristi senza scrupoli. Si sarebbe evitata la costruzione di un grande centro commerciale in un contesto di pregio naturalistico e paesaggistico. Si sarebbero restituiti all’agricoltura quasi 700.000 mq di superficie e, grazie al nostro lavoro, la stragrande maggioranza di questo territorio sarebbe stato stralciato dal perimetro IC restituendolo alla tutela del Parco del Ticino.

Anche noi abbiamo criticato aspramente e in tutte le sedi l’inefficienza e le diatribe politiche nell’allora maggioranza che hanno portato alla lungaggine nell’approvazione della variante. Ma secondo noi era importante non buttare al vento il lavoro fatto ed i soldi spesi. Ed era altresì vero che la maggior parte delle forze che si sarebbero presentate alle elezioni successive avevano o sostenuto la variante o dichiarato che la variante era troppo “morbida”.

Il voto dell’altra sera in Consiglio comunale ha appunto dimostrato che tutte le forze di opposizione, se avessero vinto, avrebbero mantenuto la variante. Quindi c’erano molte possibilità che essa venisse pienamente attuata nella legislatura successiva (così come avrebbe comunque dovuto succedere anche ora essendo la pubblicazione, secondo noi, un atto dovuto dopo l’approvazione). Il nostro auspicio era anche che, superata la fase transitoria sancita dall’articolo 5 della L.R. 31/14, le forze che avessero vinto le elezioni, avrebbero potuto lavorare ad una variante che avrebbe forse portato ad un’ulteriore diminuzione (o noi auspicavamo addirittura ad un annullamento) del territorio edificabile (cosa non fattibile in quel momento a causa appunto delle norme transitorie della L. R. 31/14, anche se sembra che qualche consigliere pur presente nella scorsa legislatura se ne sia dimenticato).

Quindi quello che abbiamo fatto, l’abbiamo fatto in tutta coscienza nella convinzione di rendere un servizio alla Città. Questo è stato il solo e unico motore del nostro agire fin dalla nostra nascita.

Questo è quello che, secondo noi, ci contraddistingue e anche differenzia di più dai nostri ex compagni di viaggio: avere sempre e comunque in testa come guida della nostra scelte il benessere della Città e il bene comune.

Officina del Territorio

 

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