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ambiente consiglio comunale in città

Ancora cemento e centri commerciali. Fermatevi!

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Come in una commedia dell’assurdo, quando molti comuni deliberano Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile, quando molte amministrazioni comunali limitano la circolazione delle automobili, soprattutto le più inquinanti, quando in tutto il mondo sta crescendo la consapevolezza che i cambiamenti climatici dovuti all’azione umana vanno fermati, altrimenti porteranno alla fine del nostro pianeta, a una settimana dallo sciopero mondiale per il clima…

…la nostra amministrazione vuole passare alla storia come quella che ha stravolto per sempre il nostro paesaggio e la nostra vita sociale, con una colata di cemento, che segnerebbe per sempre il nostro territorio e darebbe un colpo terribile alla dimensione ancora vivibile del nostro centro storico.

Il nostro Sindaco, e molti con lui, amano raccontare la favola che quello di cui tanto si parla è un terreno privato e la politica non può far niente per mutare lo stato delle cose, racconta che quei terreni agricoli non esistono più da anni: da un ventennio combattiamo per salvarli, dall’era Ceretti, perché la terra rappresenta la nostra unicità, la peculiarità di un territorio da sempre legato all’agricoltura e al suo fiume.

La politica ci aveva provato: un’Amministrazione contraddittoria e dilaniata da scontri interni, come quella di Arrara, aveva varato, o per meglio dire cercato di varare, un piano di revisione del PGT che avrebbe diminuito la possibilità di interventi edificatori, concentrando volumetrie sulle aree dismesse e restituendo parte del nostro territorio agricolo al controllo del Parco del Ticino.

L’Amministrazione Nai, in coerenza con le scelte della Giunta Albetti e con quanto sostenuto nel proprio programma elettorale, si esprime a favore di Essedue e di Castoldi, facendo a pugni con un’idea di città vivibile e non semplice accozzaglia di residenze dormitorio e non luoghi commerciali, rottamando un’idea di città che cerca il benessere dei propri cittadini, che cerca di guardare alla sostenibilità degli impatti sul territorio per salvaguardare il nostro futuro.

Un’idea di città e un uso del territorio che ben si accoppia con l’altra scelta scellerata: un’inutile tangenziale, oltretutto poco distante dal parco commerciale, che non risolverà i problemi del traffico, che non sarà il plus infrastrutturale che reindustrializzerà l’abbiatense, ma rappresenterà il colpo da Ko contro qualsivoglia tentativo di ridare respiro al territorio.
Territorio che potrebbe costruirsi un futuro lavorando sulle caratteristiche di valore oltre che valoriali: qualità ambientale, cultura, servizi avanzati come quelli geriatrici, i primi vagiti di un turismo eco sostenibile.

Tutto questo non è più fermabile perché le leggi ce lo impediscono?
Tutto questo si farà, se si farà, perché questa è la volontà del Sindaco Nai e della sua maggioranza.
Insistere, come fanno ancora in molti, sulla sacralità dei diritti edificatori significa soltanto privilegiare gli interessi di pochi proprietari fondiari contro gli interessi del 75% dei piccoli proprietari del proprio alloggio e contro, soprattutto e in primo luogo, il bene comune e l’interesse della collettività.

Cito, a puro titolo di esempio, il vicino Comune di Borgarello e la causa vinta contro l’insediamento di un Centro Commerciale, con una sentenza che in vari passaggi sottolinea la valenza pubblicistica e di provvedimento amministrativo, non contrattuale vincolante, delle scelte comunali in materia urbanistica.

Ribadendo che “i Comuni conservano un’ampia discrezionalità nel governo del territorio e in tal senso possono decidere di modificare le destinazioni dei fondi quando lo richieda l’interesse pubblico”.

Per questo chiediamo a lei Sindaco Nai e alla sua giunta di fermare questi piani e di passare al più presto alla revisione del PGT, con una riduzione delle aree edificabili, come le pur blande leggi attuali prevedono.
Faccia un gesto coraggioso e dimostri di avere più a cuore il bene pubblico, piuttosto che gli interessi privati.

 

Officina del Territorio

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