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consiglio comunale in città

Approvazione PGT: un voto sofferto ma di responsabilità

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Gran parte delle persone che avevano dato vita al nostro movimento nel 2012 e che sono ora confluite in Officina del Territorio, si sono ritrovate fianco a fianco negli anni nelle battaglie a difesa del nostro territorio, prima contro l’inceneritore e poi contro il pessimo PGT approvato dalla giunta Albetti. Molte riteniamo quindi siano le valutazioni da fare nel merito di una scelta così importante per la nostra città come l’adozione di una Variante del PGT attuale.

Iniziamo quindi con una breve storia di quanto avvenuto in questi 4 anni. L’avvio del procedimento di variante risale alla fine del 2012. Quindi a 4 anni fa, pochi mesi dopo l’insediamento dell’attuale maggioranza. Adesso, a fine 2016, ci ritroviamo a dover correre contro il tempo per riuscire ad adottare e ad approvare questa variante prima delle prossime elezioni.

Se andiamo a rivederci l’iter di questa variante negli ultimi 4 anni ci accorgiamo che molti passaggi sono stati fatti, alcuni dei quali anche non obbligati (come la fase partecipativa dei tavoli di lavoro gestita da K-City). Nonostante ciò a noi risulta evidente come in ogni passaggio si è perso del tempo. Un mese qua, due mesi là ed alla fine ci ritroviamo con l’acqua alla gola. Secondo noi questa variante avrebbe potuto essere adottata almeno un anno fa, se non prima.
E’ vero che nel frattempo sono anche intervenuti dei ricorsi legali da parte di privati che hanno per forza di cose rallentato l’iter per permettere le dovute valutazioni, però è anche vero che, approvando la variante per tempo, si sarebbe anche probabilmente tolto qualche appiglio per queste rimostranze.

Di questa amministrazione abbiamo contrastato e combattuto tanti provvedimenti, abbiamo provato a proporre e stimolare argomenti che ritenevamo importanti senza riuscire, se non in minima parte, ad incidere. Avevamo invece seguito con apprezzamento e attenzione l’inizio del percorso partecipativo di questo PGT attraverso i tavoli di lavoro di K-City che si sono svolti a cavallo tra 2013 e 2014. Come espresso più volte, ci è sembrata una buona applicazione dei metodi partecipativi a disposizione ed abbiamo infatti anche partecipato attivamente a quei tavoli. In quell’occasione è stata data la possibilità ad associazioni e cittadini di esprimere delle proposte di linee guida per la variante che stiamo discutendo. Proposte da parte di cittadini e associazioni che, nella maggior parte dei casi, con nostro rammarico, sono cadute nel dimenticatoio. D’altro canto ne sono comparse altre – evidentemente proposte da privati che hanno usato altri canali – mai discusse pubblicamente e quindi inserite senza un confronto.

Dobbiamo inoltre considerare che dopo quell’esperienza la strada della partecipazione è andata diventando sempre più stretta ed ardua. Dopo l’assegnazione dell’attività progettuale agli attuali consulenti, la condivisione delle scelte è avvenuta solo attraverso assemblee pubbliche che tendevano più ad informare riguardo a decisioni già prese che ad un vero coinvolgimento degli stakeholder in queste decisioni. Ci è sembrato quindi evidente che da quel punto in poi le discussioni più importanti, quelle finalizzate alle decisioni più critiche, sono avvenute solo negli uffici comunali e nei tavoli politici ai quali hanno preso parte le varie componenti della maggioranza. Nulla di scandaloso in tutto ciò, ma dovrete riconoscere che questo approccio, proprio nel momento decisionale più critico, ha un po’ allontanato questo processo da quel percorso di partecipazione iniziato ormai quasi tre anni fa.
Anche durante le ultime Commissioni consigliari nelle quali si è trattato questo argomento abbiamo posto molte questioni alle quali non è stata data risposta nelle commissioni stesse. In particolare, relativamente alle osservazioni che enti ed associazioni hanno presentato dopo la presa d’atto del Rapporto Ambientale e dello Studio d’Incidenza, non ci è stata data nessuna risposta in merito al loro accoglimento o meno.
Ciononostante dobbiamo rilevare che alcune di queste osservazioni, che presentano anche importanti passi avanti per la tutela del nostro territorio, sono state parzialmente accolte. In ogni caso noi riteniamo che questo approccio non aiuti di certo i cittadini a sentirsi più partecipi.

Dopo questa premessa passiamo all’analisi di questa variante.
Premettiamo che il punto di partenza, cioè l’attuale PGT entrato in vigore nel 2010 per noi è stato uno dei peggiori nella nostra regione. Un PGT che potenzialmente destina a fabbricato tutto il suolo non edificato disponibile nel nostro comune. Un PGT che prevede grande distribuzione ed infrastrutture inutili. Un PGT che nulla ha a che vedere con la tutela del territorio e che si pone in netto contrasto con la più recente normativa regionale sulla tutela del suolo. Un PGT che secondo noi mette a rischio le peculiarità agricole del nostro territorio, unica speranza per il nostro futuro. Quindi per noi è evidente che questo PGT andava cambiato e come detto precedentemente questo avrebbe dovuto essere fatto in tempi molto più brevi.  Ed è anche evidente che ottenere qualcosa di meglio non sarebbe stato assolutamente una grande impresa: qualunque cosa sarebbe stato meglio del PGT attualmente in vigore.
E’ facile quindi andare a rimarcare gli aspetti positivi di questa variante.
Innanzitutto constatiamo la riduzione del consumo di suolo rispetto alle previsioni del PGT 2010, anche se secondo noi si sarebbe potuto fare di più. Anche se la Carta del consumo di suolo (resa obbligatoria dalla Legge regionale 31 del 2014) è di difficile reperimento abbiamo visionato in ogni caso l’analisi del Consumo di suolo presente del Documento di Piano e questa ci sembra avere numerosi aspetti da verificare ed è per questo che non intendiamo usarla come fonte attendibile sulla quantificazione del consumo di suolo.
Il consumo di suolo previsto nell’ambito AT2, seppur ampiamente ridotto rispetto al PGT vigente, è ancora eccessivo a nostro parere, soprattutto per il fatto che la possibilità di costruire su terreno non urbanizzato, precluderà ogni speranza di recupero dell’area Siltal, in quanto i privati troveranno molto più conveniente costruire ex-novo piuttosto che imbarcarsi in attività di recupero e bonifica. E la premialità costituita da una maggiore volumetria non ci sembra un incentivo sufficiente allo stato dei fatti. Solo bloccando la possibilità di consumo di nuovo suolo si potrebbe spingere ad effettivi interventi di recupero. Il futuro dell’intero ambito viene poi rimandato a un generico Masterplan, denotando mancanza di visione su una area strategica da molti punti di vista e su cui i percorsi di partecipazione avevano chiaramente indicato una direzione. Tra l’altro anche il Parco dell’Annunciata è un oggetto indefinito impreziosito da un nome eccessivamente pomposo rispetto alle reali ricadute sul territorio. Nessun passo avanti rispetto alla richiesta di iniziare a pianificare il tanto auspicato raddoppio ferroviario.
Apprezziamo invece l’accoglimento della richiesta di escludere dall’ambito IC alcune delle aree agricole di maggior pregio. Si sarebbe potuto fare di più anche in questo senso ma riteniamo che comunque si sia fatto un buon passo avanti, in particolare relativamente alle aree situate a sud-ovest del Naviglio di Bereguardo ricomprese tra l’ipotetico tracciato della Vigevano –Malpensa e la città. In questo modo si dovrebbe mettere più al sicuro quest’area agricola anche nella malaugurata ipotesi di una effettiva realizzazione della superstrada.
A tal proposito però ci tocca rimarcare un punto dolente di questa proposta di variante. Infatti per quanto riguarda l’asse di via Dante l’intero apparato dell’Ambito di Trasformazione 3 è impostato sulla realizzazione della Superstrada Vigevano / Malpensa. Si parla di voler “ricucire la città” trasformando la 494 in un percorso urbano senza prendere in minima considerazione, ed anzi rendendo ancora più difficile, la possibilità di riqualificazione viabilistica di quest’asse nell’ottica di scongiurare un devastante consumo di suolo agricolo con la realizzazione della Vigevano-Malpensa. Si sposa quindi in pieno l’idea che gli errori urbanistici del passato si risolvono spostando il problema (ossia il traffico) più in là e consumando sempre nuovo territorio.

Un altro aspetto che ci lascia perplessi, e che andrebbe considerato con più attenzione, è relativo agli ambiti strategici AMA. E’ vero che in tali ambiti possono operare solo imprenditori agricoli, ma in alcuni casi si parla di superfici di circa 95.000 mq con un indice dello 0,25 mq/mq, quindi sembrerebbe con la possibilità di costruire fino a 24.000 mq. Tutte realizzazioni legate all’agricoltura certamente, ma introdotte senza un confronto che era necessario vista l’ampia superficie urbanizzabile. E guarda caso non stralciate dai confini IC e su cui il Parco del Ticino stesso chiede un’attenta valutazione ambientale preventiva.

Apprezziamo inoltre, rispetto al PGT del 2010:
–    l’abbandono della famigerata “strada parco” a ovest della città;
–    la eliminazione dei criteri premiali che portavano a raddoppiare gli indici di edificazione in maniera assolutamente discrezionale;
–    l’abolizione di nuove grandi strutture di vendita seppure, come lamenta la stessa ASCOM, siano ancora troppe le medie strutture di vendita previste all’interno del tessuto urbano;
–    il ripensamento sul nuovo Ambito di Trasformazione pensato a Castelletto (AT5) – proposto da questa Giunta – e che vorremmo vedere stralciato per sempre

Quindi, tirando le somme, quello discusso questa sera NON E’ di certo il nostro PGT e non è quello che avevamo immaginato e sperato quando 4 anni abbiamo dato vita al nostro movimento. La componente paesaggistica ci sembra un po’ migliorata, rispetto alla versione precedente, ma comunque ancora abbastanza scarna, fatto grave visto che il nostro paesaggio è il migliore biglietto da visita che abbiamo.
E’ vero, ci sono dei punti qualificanti che abbiamo sottolineato ma in generale vediamo ampi margini di miglioramento.
Come abbiamo detto questo non è il nostro PGT. Non abbiamo partecipato alla sua stesura. Riteniamo che ci sia stato un tentativo di garantire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni, ma senza andare veramente fino in fondo a questo percorso.
Ci sono da evidenziare scelte apprezzabili. A partire dalla notevole quantità di territorio che ritorna ad essere tutelata come parco regionale a tutti gli effetti, i limiti che vengono messi alla costruzione di grandi centri commerciali, il ridisegno complessivo della famosa area AT2 che dovrà quindi per forza tenere conto dell’alto valore paesaggistico dell’area. La scomparsa della “strada parco” e quindi tutto sommato una sostanziale inversione di tendenza rispetto al disastroso PGT voluto e votato dalla giunta di centro destra guidata dall’ex sindaco Albetti che avrebbe potenzialmente consegnato la città ad ogni tipo di speculazione.
Prendiamo però atto del fatto che i consiglieri delle liste civiche di maggioranza questa sera non si sono neanche degnati di presenziare. Questo atteggiamento ci lascia veramente basiti. Officina del Territorio è nata per un forte senso di impegno e responsabilità nei confronti della città non avendo al suo interno nessun tipo di obbiettivo di carattere personalistico. Cosa che invece ci tocca rimarcare ancora una volta da parte di esponenti della coalizione di maggioranza che rappresentano il peggio di quanto può esprimere la vecchia politica basata sulla strategia e su obiettivi diversi da quelli finalizzati al bene comune e alla tutela dell’ambiente. Ci sembra veramente assurdo, e speriamo vivamente che i cittadini elettori si rendano conto di questa cosa durante la prossima tornata elettorale, che dei personaggi che hanno avuto la possibilità di influenzare la stesura di questo documento, che hanno immobilizzato la maggioranza per mesi su questioni irrilevanti per la città procrastinando la discussione su tematiche decisive come il PGT, non si presentino neanche in aula per mettere la propria faccia davanti a questo vergognoso dietrofront, forse credono che il nostro territorio sia solo merce di scambio per sostenere una loro strategia politica. Beh noi non lo crediamo. Noi sentiamo un forte senso di responsabilità nei confronti di questa città. Sentiamo un forte senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future. Vediamo la necessità di non lasciare la nostra città in balia del pericolosissimo PGT targato Albetti correndo il rischio di vedere quindi il nostro territorio devastato da mega centri commerciali, “strade parco” e potenzialmente cemento a profusione.

Ci sentiamo tranquillamente di affermare che le assenze di questa sera rappresentano anche una palese e pesante sconfitta personale per il Sindaco Arrara e per questa disastrata ex maggioranza, tenuta in ostaggio per quattro anni dai centri di interesse e di potere delle liste civiche, che hanno impedito il governo della città e alle quali, e cui, ormai evidentemente, non sta a cuore il bene della città ma solo i propri obiettivi politici, e qui non ci sono maggioranze variabili, c’è una maggioranza deflagrata ed un gruppo come officina del Territorio che con una decisione molto combattuta, ha deciso di votare a favore, per permettere quindi l’adozione della revisione di questo PGT e non consegnare ad un incerto futuro amministrativo il nostro paesaggio evitando fra l’altro lo spreco di notevoli quantità di denaro pubblico investito per questo stesso processo di revisione, che una sua bocciatura avrebbe comportato.

Officina del Territorio
Intervento del Consigliere William Nicoli (Consiglio Comunale 12.12.2016)

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