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Che cos’è il TTIP?

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Che cos’è il TTIP
In che cosa consiste il Transatlantic Trade and Investment Partnership, spiegato senza giri di parole
di Alvaro Guzman Bastida

751 membri del nuovo Parlamento europeo si trovano davanti a una votazione cruciale.

I funzionari europei stanno considerando la ratifica del Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip), un accordo tra due delle più grandi regioni commerciali al mondo: gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

I negoziati sono durati più di un anno, e l’attuale settimo round di incontri sta muovendo il Ttip in una direzione che lo renderà in grado di competere con il Trans-Pacific Partnership (Tpp) per l’onore di creare la singola area di scambi commerciali e investimenti più grande al mondo. Insieme, viene stimato che il Tpp e il Ttip regolerebbero il 72,7 per cento degli scambi e degli investimenti a livello globale, rimpiazzando così il World Trade Organization (Wto) come organo principale di governance nell’ambito del commercio internazionale.

I sostenitori del Ttip affermano che l’accordo produrrà benefici su entrambe le sponde dell’Atlantico, mentre i critici dicono che favorirà le aziende, deregolando tutto ciò che va dalla finanza al mercato del lavoro, passando per la proprietà intellettuale.

Leggi l’inchiesta sugli accordi commerciali segreti

Le previsioni ottimiste stimano un aumento dello 0,4 per cento dello 0,5 per cento per quanto riguarda il Pil degli Stati Uniti e dell’Unione Europea rispettivamente, come conseguenza diretta della ratifica del patto, una volta che tutti i suoi aspetti saranno entrati in vigore nel 2027. Il commissario al commercio dell’Ue, Karel de Gutch, ha prontamente fatto notare che una tale crescita del Pil si tradurrebbe nella creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro per le popolazioni europee e americane. Ma c’è chi rimane scettico sull’abilità del Ttip di creare opportunità di lavoro, e richiama l’attenzione sui fallimenti degli accordi commerciali passati, come il Nafta.

I dettagli del Ttip ancora non si conoscono. I negoziati vengono portati avanti da burocrati dell’Ue e degli Usa, lontano da media, gruppi della società civile e anche da rappresentanti eletti.

Ma la fuga di notizie che ha portato alla pubblicazione di alcuni documenti dei negoziati, incluso il mandato ufficiale del Ttip, rivela un impegno a raggiungere un accordo “ambizioso e dettagliato” che aiuti a raggiungere una “liberalizzazione del commercio di beni e servizi”. L’accordo rappresenterà un impegno legale “obbligatorio a ogni livello di governo” e si concentrerà su quattro aree chiave: “accesso al mercato, temi normativi, barriere non tariffarie e regole”.

Mentre la maggior parte della discussione a livello pubblico si concentra sulla riduzione delle tariffe e delle barriere commerciali, è bene ricordare che i Paesi dell’Ue godono già di alcune delle tariffe più basse al mondo per l’acquisto di beni provenienti dagli Usa. Stando a dati aggiornati al 2011, gli investimenti bilaterali tra Stati Uniti e Ue hanno un valore di 3,7 triliardi di dollari. La cifra relativa allo scambio di beni e servizi tra le due economie si avvicina a 1 triliardo di dollari.

Secondo il rappresentante al commercio Usa, nel 2012 le esportazioni americane nell’Ue hanno toccato quota 458 miliardi di dollari, rendendo possibile il mantenimento di circa 2,2 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti. Inoltre, gli affiliati dell’Ue negli Stati Uniti impiegano altri 3 milioni di americani. Il Ttip ha come obiettivo la crescita di questi numeri e il miglioramento dell’accesso al mercato su entrambi i lati dell’Atlantico.

Sia l’Ue che gli Usa hanno fatto ricorso alla procedura di negoziati rapidi per gli accordi commerciali. Questo significa che i rappresentanti eletti del Parlamento europeo non avranno accesso agli accordi fino a che non saranno finalizzati e pronti per essere votati.

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Sono emersi numerosi promemoria legati ai mesi di trattative per il Ttip, rivelando quella che i gruppi della società civile considerano una volontà di rimuovere le regolazioni. Un documento sulle politiche energetiche datato settembre 2013, conteneva tentativi di espansione delle pratiche di fracking (fratturazione idraulica ndr) e trivellazioni oltreoceano da parte di compagnie Usa attraverso il TTIP, nonostante le rigorose regolazioni ambientali europee.

Mentre l’Ue sostiene che i suoi standard sulla protezione della sanità pubblica non verranno diluiti dalle migliaia di pagine del Ttip, gli esperti concordano nell’affermare che rendere le regolazioni consistenti a livello internazionale richiederà molto probabilmente l’abbassamento di alcuni standard. Gli Stati Uniti hanno sfidato ripetutamente l’Ue sulle sue politiche di sicurezza dei cibi e protezione dell’ambiente. Adesso che l’Ue è indebolita economicamente e politicamente, potrebbe essere forzata ad accettare alcune di queste regolazioni controvoglia.

Altri documenti dei negoziati che sono trapelati mostrano come l’alterazione delle regolazioni finanziarie sia un altro aspetto chiave delle trattative, con le banche europee e americane che premono per ottenere regole più favorevoli sulla compravendita di titoli finanziari, soprattutto per le transazioni che riguardano i derivati che hanno contribuito alla crisi del 2008.

Un documento reso pubblico dal quotidiano spagnolo El Diario mostra che le autorità europee sono pronte a offrire l’accesso alla gestione di servizi pubblici a compagnie americane. Questa offerta potrebbe tradursi in una privatizzazione di fatto di alcuni settori del welfare europeo, permettendo agli operatori privati di gestire e ricavare profitti da sanitizizzazione idrica, mutui assicurativi, servizi sociali, sanità e istruzione, aree che sono menzionate specificatamente nell’offerta dell’Ue.

Questo documento e una lettera inviata dall’attuale rappresentante al commercio Usa Demetrios Marantis al portavoce repubblicano della camera dei rappresentanti americana, in cui si impegnava a combattere “i monopoli designati” rappresentati dai fornitori pubblici dei servizi in Europa, hanno generato il timore che il Ttip verrà usato per smantellare lo stato sociale nell’Ue.

L’inclusione di clausole relative a dispute tra investitore e stato, che permette alle compagnie straniere di fare causa ai Paesi dove investono nel caso in cui le regolazioni del suddetto Paese possano intaccare i profitti dell’azienda, è un altro elemento controverso. Molti sostengono che l’uso di un linguaggio del genere limiterebbe la sovranità nazionale in favore dei diritti delle compagnie.

Clausole del genere hanno causato un clamore pubblico, e in risposta alle critiche la Commissione europea, che sta negoziando il Ttip per parte delle nazioni europee, ha iniziato un processo di consultazioni pubbliche online. La scelta di interagire con il pubblico è arrivata in seguito alla dichiarazione del governo tedesco che sottolineava come i termini del nuovo trattato per il libero scambio dovessero essere discussi in maniera più trasparente.

Alvaro Guzman Bastida è un reporter spagnolo di Al Jazeera America. Pubblichiamo la sua inchiesta in esclusiva in Italia.

Fonte: The Post Internazionale

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