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in città

Officina del Territorio risponde alle provocazioni di Domenico Finiguerra

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Cinque anni fa abbiamo lavorato per costruire un progetto di città.

Officina del territorio è nata per rendere concreto questo progetto.

Abbiamo deciso di non prendere parte a questa campagna elettorale e avremmo volentieri evitato di commentare le dichiarazioni dei vari candidati sindaco.

Purtroppo, dopo i recenti articoli apparsi sui giornali, non possiamo non replicare alle affermazioni del candidato sindaco di Cambiamo Abbiategrasso che continua a sfruttare un simbolo svuotandolo dei suoi contenuti.

La mancanza di capacità di condivisione e una visione “privatistica”e utilitaristica del gruppo al solo scopo della propria visibilità personale era quanto gli imputavamo e quanto a gran voce gli si chiedeva di cambiare. La risposta a questa richiesta democratica è stata l’assoluta indisponibilità al dialogo e alla mediazione col gruppo.
Così è iniziato il percorso di Officina del Territorio in Consiglio Comunale nel settembre 2013 (chi è curioso può ancora rileggere sul nostro sito i documenti che sancirono la fuoriuscita di 14 candidati su 16 e della gran parte degli attivisti che avevano contribuito a scrivere il programma elettorale di Cambiamo Abbiategrasso).

In questi anni noi l’opposizione l’abbiamo fatta davvero leggendo ed esaminando tutti i documenti e i provvedimenti passati in Consiglio, sempre votando in coscienza nel rispetto del nostro programma.
Abbiamo presentato emendamenti e mozioni che hanno portato risultati tangibili quali la mozione contro il progetto ANAS e quella sulla pedonalizzazione del centro storico.

Abbiamo partecipato a tutti i tavoli, le commissioni, le assemblee che avevano a tema la revisione del PGT cercando di far passare sempre il nostro punto di vista: la riduzione del consumo di suolo. Questo a differenza di chi ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia.

Si è arrivati poi infine al famoso Consiglio Comunale dove questa revisione è andata ai voti e dove tre elementi della maggioranza (l’attuale candidato di centrodestra Buzzi, Ceretti e Balzarotti)  non si sono vergognosamente presentati in aula rischiando di far saltare il provvedimento.

In questa occasione il nostro voto a favore è stato decisivo per far passare il provvedimento. Non era la nostra revisione ideale, ma siamo orgogliosi che il nostro voto abbia contribuito ad archiviare il tragico PGT della giunta Albetti contribuendo alla riduzione del consumo di suolo che era il nostro obbiettivo primario.
In questi anni Finiguerra ha continuato a strillare accusandoci di essere “stampelle” senza mai entrare nel merito, tradendo e contraddicendo se stesso e il programma che avevamo scritto insieme.

Poi come spesso succede, il tempo è galantuomo e ci ha dato ragione mostrandoci le giravolte e le capriole del “nuovo” candidato sindaco che ha anche voltato le spalle a Cassinetta e al suo ex vicesindaco Bona.
Ha abbracciato la causa “populista e moderata”, incontrando per primi in questa campagna Castoldi proprietario BCS nonché leader del SI TANGENZIALE e l’ex imprenditore Vichi, nostalgico del ventennio.
Ha “svoltato” su una circonvallazione ben sapendo che per Abbiategrasso l’unico percorso possibile sarebbe quello della Vigevano-Malpensa.
Ha abbandonato l’idea della completa pedonalizzazione del centro. Invece di parlare di solidarietà ed accoglienza parla di sicurezza.

Diciamo tutto questo perché si sappia una volta di più che colui che si presenta sotto l’insegna di Cambiamo Abbiategrasso, con le stesse foto fatte cinque anni fa da attivisti che l’hanno abbandonato (un gesto quantomeno eticamente discutibile), non c’entra niente ne’ con le persone ne’ con il programma che aveva gioiosamente contaminato tutta la città!


Officina del Territorio

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