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in città

Ritorno al passato: la giunta sospende il PGT

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Qualcuno l’aveva definita e derubricata solo come un’operazione di “finto ecologismo”, eppure l’approvazione e l’adozione della revisione del PGT sono stati l’atto politico più qualificante e importante della scorsa amministrazione. Una revisione che poneva un freno al precedente devastante Pgt di Albetti che prevedeva una colata di cemento impressionante, con mega centro commerciale annesso e connesso.

Non a caso questa revisione era stata ferocemente attaccata sui giornali e nei tribunali da immobiliaristi e proprietari terrieri senza scrupoli, fino ad arrivare a denunce personali verso assessori e funzionari comunali. Anche in consiglio comunale la destra aveva avversato e cercato di bloccare in ogni modo l’approvazione di questo atto.

Da ricordare come questa operazione aveva comportato la definitiva deflagrazione dell’allora maggioranza Pd-liste civiche (Ceretti&Fossati) ed era stato quindi decisivo il sofferto voto dei nostri due consiglieri per far approvare questa revisione.

Come avevamo più volte detto e scritto questo non era il nostro PGT ideale ma rappresentava un deciso passo in avanti, con la diminuzione delle aree edificabili a beneficio di aree che ritornavano agricole, con anche ampi settori del nostro territorio che tornavano sotto il pieno controllo del Parco del Ticino e la scomparsa dall’orizzonte del mega centro commerciale.

Guarda caso il primo atto di rilievo della nuova maggioranza di centro destra è stato quello di bloccare la pubblicazione della revisione regolarmente e democraticamente approvata dallo scorso consiglio comunale. Un atto quantomeno discutibile, che giudichiamo profondamente antidemocratico e che è anche un cospicuo spreco di soldi pubblici spesi per tutta la complessa procedura che aveva portato alla revisione del PGT, procedura di partecipazione che aveva coinvolto, specialmente all’inizio, tanti cittadini in tavoli aperti e tematici che avevano scaturito diverse idee e proposte.

Certo lascia anche tanti dubbi e tante domande senza risposte il perché del ritardo della pubblicazione definitiva di questa revisione. Di chi è la colpa? Della burocrazia? O peggio dell’inettitudine o dell’interessato dolo di qualcuno? Sarebbe interessante anche giornalisticamente ricostruire con precisione la triste vicenda.

Ora in ogni caso a esultare sono solo i palazzinari, gli immobiliaristi senza scrupoli e coloro che pensano ancora che lo “sviluppo” sia fatto di cemento e asfalto.

Noi speriamo che in consiglio comunale il tutto non passi sotto traccia e che l’argomento sappia muovere trasversalmente le coscienze (non tacitate da incarichi compensativi, magari in bistrattate municipalizzate).

Che la città sappia risvegliarsi e abbia la forza di riprendere in mano il proprio futuro.
Che, tra i risotti di Abbiategusto e le luci natalizie, i cittadini ritrovino la voglia di far sentire la propria voce.

Officina del Territorio

 

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