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sguardi altrove

Una libreria al posto delle slot machine in un bar di Viareggio

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Quando al posto dei video poker spuntano i libri vuol dire che qualcosa sta cambiando in meglio, e qualcosa è cambiato nel bar di Azzurra Cerri, il “Why Not? Cafè“, la quale dopo due anni di battaglie è riuscita a rescindere il contratto con quelle macchinette elettroniche e posizionare al loro posto una libreria per libri da sfogliare, leggere e scambiare.

Il bar di Azzurra si trova a Viareggio, nel lato mare di via Aurelia Nord, la caratteristica del luogo? Una mini-libreria al posto delle slot machine che però è ancora un work in progress e presto si amplierà grazie a mensole e libri regalategli dai clienti.

Gli addetti della Sisal hanno dovuto demordere, Azzurra non ha rinunciato al suo sogno di eliminare quelle macchinette che le portavano un giro di gente poco piacevole e non le andavano proprio a genio; amante dei libri ha dato vita ad un cafè letterario che sorprendentemente ha avuto un ottimo riscontro tra i suoi clienti che le hanno lasciato libri con dediche e libri da esporre.

La lotta per liberarsi delle macchinette si è presentata più dura del previsto:

“Quando mi rivolsi al concessionario mi fu spiegato chiaramente che se avessi chiesto la rimozione delle slot in anticipo rispetto alla scadenza del contratto, avrei dovuto pagare una penale di mille euro per ogni anno che mancava al termine naturale del rapporto (gli accordi vengono stipulati su base quinquennale)”.

Ma Azzurra non ha mollato e ha spento le macchinette… così dopo qualche mese è stata proprio la Sisal a farsi viva: “era stato riscontrato che negli ultimi mesi le slot non avevano generato traffico e di conseguenza incassi. Mi dissero che se avessi continuato a tenere inattive le slot sarebbero stati costretti a portarle via”.

Ora al loro posto c’è un angolo luminoso accompagnato dalle parole di John Lennon di Image, un inno alla pace, come dice Azzurra, un tavolino e quella bella libreria a disposizione dei clienti che possono leggere mentre sorseggiano un caffè o mangiano un panino.

Le macchinette attiravano gente è vero, ma non arricchivano le persone: “Diversi anni fa erano remunerative, poi sono cominciati i problemi. Col passare del tempo era diventata una rimessa. Entrava gente poco raccomandabile, si piazzava davanti alle macchinette e spesso capitava che qualcuno mi chiedesse soldi in prestito per giocare, magari poi senza saldare il debito. Una situazione insostenibile”.

“Ora che mi sono liberata delle slot, sono felice. Il bar è di nuovo tranquillo, così come i clienti che lo frequentano. L’idea di creare un angolo dedicato alla lettura l’avevo in mente da tanto tempo. Finalmente sono riuscita a realizzare il mio piccolo desiderio”.

Il sogno di Azzurra si è realizzato e onestamente si spera che molti altri gestori di locali seguano il suo esempio e regalino ai clienti un momento di svago culturale o divertente, o anche solo per gustarsi bei libri di foto durante una pausa caffè, anziché sperperare soldi in giochi truffaldini e senza una vera e propria rendita in denaro, ma solo un’illusoria vittoria di qualcosa che non si sa bene cosa sia.

E’ meglio perdersi in un libro che in debiti di gioco!

Fonte: Eticamente

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